I diritti degli animali

Negli anni trenta la Germania emanò una serie di provvedimenti in tema di diritti degli animali (la legislazione nazista in tema di animali è comunque oggetto di accesa controversia). Dopo tale parentesi, fino all’inizio degli anni novanta, nessun altro ordinamento giuridico occidentale ha più contemplato l’attribuzione di veri e propri diritti agli animali. Nel 1992, la legislazione svizzera fu modificata per riconoscere agli animali lo status di esseri anziché cose. Nel 2002, il parlamento tedesco votò per aggiungere le parole “e degli animali” alla clausola della costituzione che obbliga lo stato a rispettare e proteggere la dignità degli esseri umani.
Quasi tutti gli altri paesi hanno leggi contro la crudeltà o il maltrattamento di animali, per la regolamentazione delle condizioni in cui gli animali vengono allevati, e così via, ma senza menzione esplicita di alcuna forma di “diritto”. In Italia la norma di riferimento è la Legge 20 luglio 2004, n. 189 in materia di Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate (testo normativo). Altre normative specifiche sono poi via via state introdotte, come la Ordinanza del Ministero della Salute sulla tutela degli equidi nelle manifestazioni popolari.
Il Progetto Grande Scimmia, fondato da Peter Singer e da Jane Goodall, definisce una carta dei diritti delle grandi scimmie antropomorfe, quali gorilla e scimpanzé. Al progetto ha aderito la Nuova Zelanda; nell’aprile del 2006, anche il primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ha proposto l’adozione di tale carta nella legislazione spagnola.

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